Asia ed Europa convivono in me contemporaneamente 

Essere nata metà italiana e metà filippina mi ha sempre fatto sentire diversa dagli altri.
Papà, eterno viaggiatore, che ha trovato l’anima gemella oltreoceano, mi ha trasmesso la passione dei viaggi.
Mamma, eterna sognatrice, che seguito l’anima gemella in un altro continente, mi ha insegnato che non esistono confini reali oltre quelli fisici se lo desideriamo; e che la chiave di tutto è adattarsi, imparare, riscoprirsi, riconoscersi parte di un’altra cultura (anche se da in una fetta del cielo opposta).


L’Asia e l’Europa vivono in me contemporaneamente e separatamente.

Contemporaneamente perchè vivendo tra due culture totalmente opposte tra loro ho preso i migliori valori dell’uno e dell’altro… e anche i migliori difetti di ciascuno.

Separatamente perchè le volte in cui ritorno a Manila mi scontro con lo stile di vita di una capitale caotica, abitudini italiane da sradicare per qualche mese, e nuovi paesaggi e mentalità con cui confrontarmi.

Appena ritorno in Italia, ho il problema opposto: porto in casa quello che ho imparato nella routine filippina, scontrandomi con la cultura italiana per portare qualcosa di nuovo in me.

Non è sempre stato facile convivere con entrambe le metà di me stessa: tra i banchi di scuola (e non solo) gli occhi a mandorla erano motivo per cui mi sentivo spesso dire “NI-HAO” come se solo i cinesi avessero questi tratti somatici in tutto il mondo.

Oppure essere scambiata per una latino americana perchè alcune famiglie filippine, come quella di mia mamma, hanno avuto anche antenati spagnoli ed americani dovuti alla storia coloniale del paese.


Oppure sentirmi chiedere “Ma sei buddhista?“.

A proposito di questo, ho sempre invidiato i filippini per la loro cultura ultra religiosa: l’unico paese cattolico in tutta l’Asia e che impressiona ancora molti turisti per la presenza di chiese in un emisfero da cui ci si aspettano statue e templi buddhisti.

I filippini affidano tutto alla fede nei momenti più difficili ma anche in quelli belli: cosa che spesso molti di noi, nel paese in cui risiede anche la città del Vaticano, scordiamo nei momenti belli.
Sono sempre stata colpita anche dalla forza del valore della famiglia: anche se numerose, nelle famiglie filippine tutti ci sono sempre per tutti; e nonostante mille litigi, la famiglia ha la precedenza su tutto e tutti persino se stessi.
Ho sempre ammirato il forte senso di comunità che unisce addirittura interi quartieri: qui in Italia molto spesso facciamo fatica persino a intrattenere dei rapporti con i vicini di casa, mentre là dove passa l’equatore si dà aiuto agli altri anche quando non si ha la possibilità per aiutare sè stessi.

Non mi scorderò mai la signora che stava facendo la grigliata con pochissime fette di carne e ne ha offerte al vicino rimanendo quasi senza pasto ma fiera col sorriso di aver aiutato.


L’asia è molto collettiva, l’Europa molto individualista.

Se l’Asia mi ha insegnato ad aiutare il prossimo a più non posso, l’Europa mi ha insegnato a pensare anche a me stessa e a realizzare i miei obiettivi ed aspirazioni.

Sotto la fetta di cielo italiana in cui sono cresciuta, “bellezza” fa rima con ultimo modello di iphone, ipad, macchina, vacanza da grido. 

E mi ci metto in mezzo anche io.

Ma provate a entrare in una delle case asiatiche: pur essendo case umili, i padroni di casa ve la presenteranno con tutto l’orgoglio del mondo come se fosse la reggia di Versailles: lì la parola “Bellezza” fa rima con semplicità e umiltà.

E in prima persona mi si stringe il cuore solo a pensare a quanto siano più ricchi di noi pur non avendo nulla.

Rientrando nel tema bellezza, mentre nell’emisfero occidentale è bello ciò che è abbronzato e per ottenerlo si ricorre alle lampade, al di là dell’equatore il prototipo di bellezza è la pelle bianca e si ricorre ai saponi sbiancanti.


Capisci di essere atterrato in Europa dove c’è un gran ordine, pulizia, tecnologia e tutto a misura d’uomo.

Capisci di essere arrivato in Asia quando vedi questi infiniti grandi numero cavi elettrici neri che separano la città dal cielo, il rumore dei clacson di tuk tuk che si confondono nell’afa, e il caldo dell’equatore che ti avvolge come un abbraccio forte che ti toglie il fiato.

Non penso che nessuno dei due continenti sia migliore dell’altro.

Perchè io stessa sono una fusione di entrambi i continenti.
Pregi e difetti compresi.

Valori e non valori inclusi.

A volte mi sento divisa tra mentalità originarie da latitudini e longitudini diversi: ma questo non mi ha forse aiutata a prendere migliori decisioni sul modo di approcciarmi ai problemi ed ostacoli della vita? Certo che si, di fronte a determinate problematiche mi affaccio con maggiore serenità pensando che nelle filippine affrontano problemi ben peggiori ma pur sempre col sorriso e positività tipica dell’asia. 

Per cui se devo affrontare una determinata problematica e se devo passare per quella determinata strada per risolverla, non è forse meglio attraversare questa strada con positività?

A volte mi sento fortunata di viverlo sulla mia pelle questo mix.

A volte mi sento limitata da questo mix per i “ni-hao” che ho ricevuto in passato e per i pregiudizi che nascono a primo sguardo.

Il più spesso delle volte ci penso e concludo con la mentalità asiatica: “Prendi tutto come viene senza pensarci troppo” che può essere traducibile con il nostro “ma che ci frega” ridendo tra me e me.

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37 pensieri su “Asia ed Europa convivono in me contemporaneamente 

  1. Futura ha detto:

    Fantastico post! Io ti invidio un sacco perché quando si è figli di due culture diverse è come avere la possibilità esclusiva di vivere due vite in una sola! E secondo me è stupendo. Trasforma i pregiudizi in motivo di orgoglio, perché è fantastica la persona che puoi essere in questa sorta di doppia vita… 😉
    Baci cara,
    Futura

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  2. lastufaeconomica ha detto:

    Bellissimo sentirsi come ti senti tu, sdoppiata, ma unica. Pensa che mia nuora è coreana, quindi anche lei con occhi a mandorla, bellissima e ha sposato mio figlio italianissimo, vivono a N.Y. e hanno un figlio, uguale al padre, ma con occhi a mandorla della mamma. Anche lui è un mix di culture diverse e di questo io ne sono molto orgogliosa.
    Abbraccio

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  3. SpiragliDiLuce ha detto:

    Bello, bello, bello…ed ancora una volta BELLO! Mi sono letto questo sfiziosissimo post tutto d’un fiato…non solo mi sono riconosciuto in tantissime cose (ora ti spiego perché) ma ho trovato anche una grandissima sensibilità nell’esprimerle!!! GRAZIE di quel “mi piace” che hai dato al mio post fotografico…così facendo mi hai permesso di scoprire il tuo bellissimo blog. Perché mi sono riconosciuto? Perché negli ultimi tre anni ho vissuto ben UN ANNO E MEZZO in sud America (in Colombia) ed è tutto proprio come lo descrivi per l’Asia. Grandi gomitoli di cavi elettrici intrecciati, confusione e clacson…case umili, magari coi tetti fatti col le foglie di palma PERÒ…una grande dignità, una grande allegria che ti mette la voglia di non restare e non partire più.
    Ciò nonostante…come tu ben saprai (e si capisce dalle tue parole) anche l’Italia ha i suoi grandissimi pregi… e non parlo ora de cibo e dei luoghi turistici…. il fenomeno delle persone che non salutano i vicini di casa è tipico delle grandi città…ma ci sono tantissimi centri minori (per non parlare dei paesi!) dove ci si saluta, e ci si aiuta eccome! Anch’io ogni volta che torno (vediamo come sarà dopo questi sei mesi) faccio fatica…ma questo aiuta anche a conoscere-conoscersi….perché ci rendiamo conto (attraverso a quelle cose culturali che dici devi “sradicare”) che ci sono tanti atteggiamenti che abbiamo che sono semplici cose che ci siamo “incollati” addosso. Bene, non scrivo oltre per non diventare logorroico, ma sappi che sto già seguendo il tuo blog…e quando e se vorrai passare su “Spiragli di Luce” sarai la benvenuta 🙂 CIAO!

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    • Angelica - Destinazione mondo 20 ha detto:

      Ciao SpiragliDiLuce,
      Grazie mille per questo bellissimo commento!!
      Com’è vivere in Colombia? Son curiosissima.
      Quali cose ti sta insegnando questo mix?
      Adoro la cultura sudamericana perchè paragonano spesso Manila con essa a causa della storia coloniale e culturale.
      E son felice di essere riuscita a trasmettere le mie sensazioni senza mettere in ombra nessuna delle culture che mi hanno plasmato.
      Corro a vedere il tuo blog😊

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      • SpiragliDiLuce ha detto:

        Guarda…stavo proprio aspettando “ansiosamente” una tua risposta…perché sono molto convinto che il “blogging” (e i social in generale) possano creare bellissime connessioni. La Colombia è un paese molto vario, tanto problematico quanto (a mio parere) bellissimo… in particolare c’è una frase che hai scritto che mi ha emozionato tantissimo perché è la stessa identica-identica che ho sentito io tante volte e cioè quando dici di “aver preso il meglio delle due culture”… è proprio così… quando uno sta dentro a una cultura sola non si rende neppure conto di che cosa, esattamente, essa è costituita. Vedendo le cose da due punti di vista…si può già scegliere. Grazie cara Angelica, passa dagli Spiragli quanto vuoi, sono qui ad aspettarti 🙂

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      • Angelica - Destinazione mondo 20 ha detto:

        Adoro quando ci sono scambi tra persone perchè sono fortemente convinta che ciascuno di noi indossi varie storie, incastrate tra loro nella propria identità , che possono arricchire altre persone solo raccontandole.
        Con quella frase volevo trasmettere il fatto che tra le due culture non ci sono nè vincitori nè vinti ma solo un equilibrio che permette di ragionare in mille modi differenti. E sono contenta sia passato il messaggio! 😊

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  4. MammArch ha detto:

    Grazie per essere passata sul mio blog. Mi è piaciuto molto questo tuo post.
    Noi viviamo in Western Australia da solo un anno e mezzo, ma le nostre bimbe già stanno assorbendo molti elementi del modo di vivere locale e sono convinta che sia una splendida opportunità per loro.
    L’Asia mi affascina, pratico yoga ormai da 6 anni ed a breve visiteremo Singapore e poi spero di riuscire finalmente ad andare a Bali 😉
    Buona continuazione

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  5. Meridiano307 ha detto:

    Che cose bellissime che hai scritto..descrivere le differenze tra due mondi senza per forza dover trovare il vincitore, il migliore, quello più bello e bravo. Purtroppo ancora non sono mai riuscita a mettere piede in Asia..prima o poi ce la farò

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  6. priscillapiazza ha detto:

    Bellissimo post, ti comprendo e condivido le tue riflessioni..in parte vivo anche io questo, sto per sposare un filippino e mi chiedo sempre come si sentiranno i nostri figli..spero che prendano tutte le meraviglie che la cultura filippina saprà dargli. Ciao po!

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  7. Alessandra ha detto:

    Questo post è molto profondo,l’ho sentito tanto. Mi é piaciuto molto come sei riuscita a parlare di te, del tuo essere “doppio”. Non è facile esternare queste sensazioni, queste emozioni, per questo ti faccio tanti complimenti, oltre ad ammirarti. Sei fortunata ad avere una famiglia così 😊
    Un abbraccio
    Alessandra

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  8. Very e Dani ha detto:

    Vi seguo da un po’ ma questo post mi ha dato la spinta a commentare.
    Io ho vissuto un anno in Cina e sebbene fosse solo una cosa temporanea, avevo in qualche modo adottato la loro mentalità, avevo imparato a sorridere di più e a condividere anche con gli sconosciuti. Essere figlia di due culture è sicuramente un privilegio, qualcosa che ti farà sempre avere la mentalità più aperta di tutti gli altri.
    Complimenti ancora per questo articolo che è veramente bello e coinvolgente.
    Veronica

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  9. Michela ha detto:

    Ho gli occhi lucidi per queste splendide parole.
    Sto per andare a vivere in Giappone, probabilmente l’unica parte di Asia che quasi non è Asia. Dove gli aspetti positivi e negativi dell’Asia e dell’Occidente si fondono ad una cultura ancora diversa.
    Leggere che due mondi così diversi convivono in una sola persona, regalando queste sensazioni, mi fa estremamente piacere, e spero di riuscire a mantenere in me i lati positivi dell’Italia amalgamandoli a quelli del Giappone…..
    Grazie per questo post…

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  10. Wannabeaglobetrotter - Danila ha detto:

    Un articolo pieno di spunti di riflessione che ho letto tutto d’un fiato.
    “Capisci di essere arrivato in Asia quando vedi questi infiniti grandi numero cavi elettrici neri che separano la città dal cielo, il rumore dei clacson di tuk tuk che si confondono nell’afa, e il caldo dell’equatore che ti avvolge come un abbraccio forte che ti toglie il fiato.” non posso che essere più d’accordo.

    “L’asia è molto collettiva, l’Europa molto individualista.” in una frase il perchè amo l’Asia.

    Un abbraccio ❤

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  11. vagabondele ha detto:

    Diversa? Sì certo! Perché mentre ti leggevo pensavo e mi emozionavo!
    Cosa che da tempo non mi capitava!
    Sei meravigliosa e questo l’avevo capito dalla tua incredibile vivacità, da quel pizzico di pepe che trasmetti e anche dalla tua semplicità elegante!
    Da che ti ho “scoperto” non mi perdo un post!

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  12. ilprofumodeltatami ha detto:

    Non potevo andar via da questa pagina senza lasciare un commento. Compimenti, il tuo post mi ha emozionato. Certo, forse perché io sono di parte. Perché mentre leggevo, pensavo che questo è ciò che potrebbero scrivere, o dire, i miei figli un domani… Anche loro a cavallo di due culture opposte, Italia e Giappone.. Spero davvero che anche loro, un giorno, riusciranno a far tesoro di questo mix che si portano nell’anima. Non sminuire mai te stessa, non sentirti mai a disagio o diversa per gli sguardi, o le parole della gente. Ciò che ti porti dentro è ricchezza pura e come tale, è solo per pochi. A presto

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