Le cose che odiamo dei viaggi

Siamo sempre stati onesti con voi, parlando di quando abbiamo incontrato città che non ci hanno lasciato nulla e di quelle in cui l’azione di storcere il naso vinceva a mani basse sui “wow”.

Ecco, dobbiamo essere sinceri: non ci sono solo lati positivi del viaggio ma ci sono anche
cose che odiamo dal profondo del cuore riguardo ai viaggi!

LA SINDROME DEL MESSICANO IN FUGA

A traveler walks through a metal detector at a security check point in John F. Kennedy Airport in New York

Non c’è nulla da fare.
Ogni volta che entriamo in aereoporto o dobbiamo oltrepasssare un posto di blocco al confine con un altro paese, in un on the road, inizia a impossessarsi di noi un’ansia nello stomaco quasi fossimo messicani in fuga davanti alla frontiera americana.

Puoi essere la persona piu’ pulita di questo mondo ma nel momento in cui devi passare sotto il metal detector, in modo naturale, il messicano in fuga nascosto nella tua anima farà capolino facendoti sudare freddo pregando che non suoni.

Inoltre, visto che nel nostro ultimo on the road ci hanno fermato e multato in modo salato, quasi fossimo narcotrafficanti, perchè trasportavo una medicina generica senza prescrizione, la sindrome del messicano in fuga si è proiettata anche verso le frontiere.
La mia solita fortuna ha voluto che il mio medico fosse in ferie proprio quella settimana rendendo impossibile dichiarare nulla.
Ah già, quella volta mi hanno pure ritirato la medicina con dicitura “Druga” quindi, forse per davvero, la prossima volta che varcherò il confine con la Croazia sarò pari a un narcotrafficante.

Per non parlare della sensazione di aver vinto la Champions League, i mondiali di calcio, le olimpiadi, il Roland Garros e il Wimbledon contemporaneamente nel momento in cui il metal detector non suona o riesci a varcare i confini!

L’ANSIA DI DECOLLARE

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“Il tuo viaggio è stato prenotato. Grazie per aver scelto la nostra compagnia!”.
Questa frase è seguita da mezz’ora di entusiasmo che neanche le “Ola” in stadio durante i mondiali possono competere.

Peccato solo che, passato il momento di euforia, inizia a bussare alla tua mente l’immagine del mezzo con cui andrai scatenando il bambino insicuro ed indifeso che è in te.

Non c’è dato statistico che tenga sulla palese sicurezza degli aerei rispetto alle macchine: infatti quando l’aereo inizia a zampettare in rallenting sulla pista, il bambino interiore inizia ad invocare ogni religione, presente sulla faccia della terra, promettendo di andare a messa ogni domenica e chissà che altro.

Il momento che odiamo seriamente è quello in cui ci si stacca da terra ma, ancora non è ora di rilassarsi, perchè l’aereo ancora non è stabile e quindi sei piu’ rigido delle protesi che ha Loredana Lecciso in faccia.

 

HOTEL DA INCUBO?

Avete presente il programma “Cucine da incubo?” e/o “Hotel da incubo?”.
Ecco, dopo bruttissime sorprese nel primo on the road in cui abbiamo visto coperte gialle e macchie di ignota provenienza sui cuscini e sui muri, noi ci convertiamo in piccoli detective di CSI miami.

lente

Non vogliamo rischiare di dormire nuovamente sulle valigie.
Si, l’ho fatto.
Non è bellissimo nè muoio dalla voglia di rifarlo.

La scelta nel nostro albergo, infatti, dipende dall’80%  dalla media che risulta dai punteggi delle recensioni riguardo alla pulizia.
Fatta manualmente.
Da noi.

GUIDARE

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Questo disagio appartiene piu’ a Chri rispetto a me.
Lo devo ammettere.
In seguito a un incidente che mi ha incastrata a letto per due mesi, io non guido piu.

Conseguenza?
Il povero Chri gestisce tutte le tratte e io cerco di fargli compagnia.
No, non è vero che mi addormento.
Se Chri ve lo dice sta mentendo.
Ok, forse è vero.

BAGNI

E’ piu forte di me ma non riesco ad andare nei bagni pubblici.
Personalmente, per riuscire ad andare in bagno devo prendere confidenza con il wc e soprattutto constatarne l’effettiva pulizia (vedi punto 3).

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Inoltre, vogliamo parlare dell‘assenza del bidet in tutto il mondo? Per intenderci, quando mio zio è venuto a trovarci dalle Filippine lo ha fissato dicendo che siamo strani perchè abbiamo il wc per i nostri bisogni e il bidè per la pipì quando basterebbe solo il wc.
Inutile raccontarvi il fiume di risate seguite da questa immaginazione.
Mi chiedo ancora come facciano a sopravvivere e vivere tranquillamente di fronte a questa importante assenza.

L’ANSIA DEL BAGAGLIO A MANO

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C’erano una volta Engi e Chri nell’aereoporto di Santorini che stavano facendo serenamente il check in in aereoporto (se così si può chiamare visto che è grande come un’asilo nido).
Una volta incontrata la gentilissima hostess di terra che comunica loro che l’aereo era troppo pieno per portare la valigia a bordo, imbarcano gratuitamente la valigia.
Camminano e camminano e si rendono conto di essere felici di aver fatto il check in anche in aereoporto visto le multe agli altri passeggeri per il bagaglio a mano.
Passata l’ansia del decollo (vedi punto 1), i nostri protagonisti vanno verso il rullo.
Valigia dopo valigia, riescono a scorgere la valigia e si avviano felici verso l’uscita.
Ma la valigia striscia a terra.
Santorini non si era preso solo il loro cuore ma anche le ruote della valigia!

Anche se non sembra, c’è stato il lieto fine della storia perchè ce ne hanno prontamente regalata una nuova.

Nonostante il lieto fine, da quel viaggio in poi, andiamo – non odiateci- a fare la fila appena ci dicono dove sia il gate.
Nessuno si impossesserà delle nostre valigie.
MAI PIU’.

E tu? quali sono le cose che odi del viaggio?

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14 pensieri su “Le cose che odiamo dei viaggi

  1. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    So che non si dovrebbe ma mi ha fatto molto ridere l’immagine della valigia senza ruote 😉
    Comunque hai ragione al 100%: chi non va in ansia al controllo di fronte a un poliziotto? A me succede anche se per caso mi fermano per un controllo in macchina e mi chiedono patente e libretto!
    Io non ho più l’età né la voglia di dormire in posti di dubbia pulizia, quindi anche per me quel requisito è importantissimo quando leggo le recensioni di un hotel (e nonostante tutto mi è comunque capitato di dormire in “hotel da incubo”).
    Buona giornata 🙂

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  2. Celeste - *BeRightBack ha detto:

    Ho ancora il prurito alle mani se penso alla frontiera in Croazia…
    Anch’io odio gli hotel da incubo, a Londra per spendere un prezzo umano siamo andati a finire in un b&b che lasciamo stare. Non era sporco, quello no, ma era vecchio e decadente. Ho una certa età ormai, voglio dormire in posti a modo xD infatti su booking imposto sempre il filtro da 8 in sù! Per il resto, ho l’ansia del bagaglio da stiva, ho sempre il terrore che non appaia su quel nastro.

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  3. Andrea ha detto:

    Per me il momento dei controlli di sicurezza è quello che mi mette più ansia. Il decollo dell’aereo mi preoccupava forse di più qualche anno fa. Io ho superato la paura di volare_non prendevo aerei, era più forte di me, complice anche un piccolo spavento durante il mio primo volo. Per fortuna l’ho superata, altrimenti non avrei mai potuto visitare certi luoghi 🙂

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  4. ilmestieredileggereblog ha detto:

    Condivido le stesse ansie che avete elencato, in particolare la pulizia negli hotel o b&b che siano. Dato che viaggio con tre figli, ho sempre l’ansia da “ospedale vicino” o almeno un presidio medico perché, immancabilmente, quando siamo in vacanza, qualcuno ne ha bisogno…

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  5. Very e Dani ha detto:

    Bellissimo articolo, mi ha fatto troppo ridere l’immagine del messicano in fuga perché anche noi siamo così, sempre!
    E anche io ho perso una ruota della valigia, ma su un autobus a Copenaghen.. non ho mai capito come sia potuto succedere (escludendo il fatto che io l’abbia comprata in Cina) ma me la sono dovuta trascinare in giro così per tutto il tempo!

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  6. Rivogliolabarbie ha detto:

    La sindrome del Messicano in fuga …. ancora rido!
    Io personalmente sono per il NO BAGNI PUBBLICI fino a che non sia strettamente inevitabile.
    Per gli hotel, ormai abbiamo una certa …. età, quindi le soluzioni dell’era studentesca rientrano sempre nella categoria “non abbiamo altra scelta”

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  7. Claudia B. Voce del Verbo Partire ha detto:

    Leggere il post di cui sono stata tua musa ispiratrice (solo per il paragrafo uno, a dire il vero), mi ha fatta sbellicare dalle risate. Engi, questo articolo è simpaticissimo ma, onestamente, mi ha anche fatto soffrire per empatia. Perché ho molte di queste stesse problematiche!
    Panico da decollo? Presente! Panico da bagno pubblico? Presente! Panico da pulizia? Presente! Organizzare il viaggio contro il volere di Daniele e poi addormentarmi in auto? Presente! Sindrome del messicano in fuga e panico da bagaglio? Eh…mi difendo bene.
    E’ anche vero che poi cerco di adattarmi, stupendo me stessa (cosa non si fa per viaggiare), per il modo in cui, bene o male, supero tutto.
    Però ora hai scatenato un attimo di panico per la questione medicine: Engi, spiegami nel dettaglio questa cosa per favore?
    Baci ad entrambi (anche tramite nota vocale),
    Claudia B.

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  8. Giulia ha detto:

    Io non ho problemi a dormire negli ostelli, ma sì, la pulizia è sempre il primo requisito. Una volta in un B&B a Firenze ho dormito sopra il copriletto completamente vestita… e ho detto tutto 😀

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  9. Girovagandoconstefania ha detto:

    Io temo che il bagaglio imbarcato non arrivi per questo se posso viaggio solo col bagagli a mano oppure metto l’indispensabile lì ed imbarco il resto. Nell’ultimo viaggio pure a me hanno imbarcato al gate il trolley ma ero sicura arrivasse 🙂

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  10. Chiara Pancaldi ha detto:

    Ciao Engi, molto simpatico questo articolo, davvero! 🙂 Io mi ritrovo soprattutto nel punto 1, perché l’ansia che il metal detector suoni ce l’ho sempre e comunque, anche se sono perfettamente in pace con me stessa!
    Anch’io non guido mai durante i nostri on the road e come te nego di dormire…ma spesso senza troppa convinzione! 🙂

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  11. vagabondele ha detto:

    Oddio! Siete pronti perché sono infinite!!
    Ok ok tranquilli metto solo le più importanti: l’ansia di perdere il volo, di aver dimenticato il passaporto/biglietto aereo a casa, di essere colta nel bel mezzo di una meravigliosa escursione dalla maledizione di Montezuma e non aver un ricambio + salviette igenizzanti, di trovarmi a dormire in una topaia con i bagni in comune, i bagni (ommiddio su questo ho seri problemi mentali) e.. ok mi sono fatta prendere la mano.. scusate..Max dice che sono una bipolare: normale a casa e pazza furiosa in viaggio!

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  12. iltuopostonelmondo ha detto:

    Ahahah la sindrome del Messicano in fuga fa troppo ridere, però è maledettamente vera. Ma perché poi? Cioè, di cosa dobbiamo avere paura? Mha…
    Hai dormito sulle valigie? Raccontami questo episodio, ti prego.
    Se dovessi aggiungere altri aneddoti che odio del viaggio sono la compagnia in aereo (puntualmente mi capita la scuola in gita, il neonato che si dispera, la bambina infettata che mi tossisce ininterrottamente, il vicino che invece di dormire ha voglia di chiacchierare etc…)

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